Archive for the 'Ann Intern Med' Category

Ann Intern Med 17/07/2007 Vol 147

La resistenza agli antibiotici una volta guadagnata da un patogeno può anche regredire. Secondo questo studio sulla resistenza antibiotica dei gonococci, i fluochinoloni hanno perso l’efficacia sui gonococci ma la notizia buona è che l’efficienza della penicillina (abbandonata nella terapia alla gonorrea per la resistenza sviluppata dai gonococci ) deve essere valutata ogniqualvolta si riscontra una gonorrea resistente ai fluochinoloni.

Anche se la gonorrea ha una prevalenza di 1/400 negli Stati Uniti negli soggetti tra 14 a 39 anni, la prevalenza della clamidia in questra popolazione è dieci volte tanto. La clamidia è un patogeno tutto che innocuo, in quanto è la maggiore causa dei dolori pelvici e l’infertilità. Il miglior metodo di screening si sta ancora cercando. Alcune raccomandazioni sono:

  • Screening di tutte le donne sessualmente attive di 24 anni o più giovani
  • screening della donne gravide ad elevato rischio
  • no screening per le donne di più di 25 anni se non a rischio elevato
  • non esiste evidenza per fare screening negli uomini

Ann Intern Med 19/06/2007

La soia è famosa soprattutto gli alimenti dietetici da essa derivati. Ma questo studio italiano dimostra che un derivato della soia, la genisteina, ha un effetto positivo nel migliorare la densità ossea (Bone Mineral Density) in donne osteopeniche postmenopausale. Comunque anche secondo gli autori stessi lo studio presenta lacune ed altri sono necessari per raggiungere conclusioni certi sull’effetto di questa terapia sulle fratture e gli effetti indesiderati.

Che la warfarina fosse più efficace nella prevenzione dell’ictus cerebrale della aspirina è un’affermazione che ognuno sente che deve essere vera. Comunque questa review sistematica, che ha raccolto dati da 29 trial dal 1966-2007 serve per allontanare ogni ombra di dubbio nei rimasti scettici.

Infilando aghi nelle persone secondo la medicina tradizionale cinese o meno aiuta ad alleviare il dolore. Forse è il metodo migliore e sicuramente il più conveniente per far passare il dolore ai pazienti con osteoartrite del ginocchio inseriti in qualche lista d’attesa.

Ann Intern Med 5/06/2007 Vol 146

In tutti i libri di medicina interna si parla del iperomocisteinemia come uno dei fattori di rischio della trombofebite. In questo studio comunque l’uso di acido folico, piridoxina, e cobalamina anche se si sono dimostrati efficaci nel ridurre i livelli di omocisteina non hanno ridotto il rischio del tromboembolismo venoso sintomatico.

Ann Intern Med 1/05/2007 vol 146

L’arterite a cellule giganti non è una patologia molto frequente. La diagnosi si può fare anche senza l’uso della biopsia. L’eziologia rimane tuttora sconosciuta anche se sapiamo che l’INF alpha è coinvolto in qualche modo, quindi la terapia consiste in cicli permanenti di corticosteriodi. In questo studio europeo si è cercato di “spriggionare” i pazienti dall’uso permanete dei corticosteroidi provando a sostituirli con infliximab. Lo studio si è provato un fiasco, i pazienti trattati con infliximab hanno avuto più infezioni ed alcuni molto gravi.

D’altro canto la polimialgia reumatica è una patologia abbastanza frequente. La diagnosi viene fatta in base all’anamnesi, VES, e risposta agli corticosteroidi. L’INF alpha è coinvolto anche in questa patologia anche se non sapiamo come. L’uso di infliximab sarebbe utile in questi pazienti per spriggionarli dalla terapia steroidea a lungo termine? No, non proprio … .

Una nuova voce si aggiunge alla notoria lista dei fattori di rischio cardiovascolare, il rapporto apolipoprotein B/apolipoprotein –A1 , che comunque ha molto valore come scoperta scientifica, ma non nella prattica clinica aggiunto ai fattori di rischio che già misuriamo.

Annals of Internal Medicine 17 Aprile

“Chondroitin non riduce il dolore articolare in pazienti con osteoartrite e il suo uso deve essere discontinuato”, conclude uno studio di Annals of Internal Medicine. Nella loro meta-analisi di 20 trial, che hanno confrontato la chondroitin con il placebo o addirittura niente terapia, gli autori hanno evidenziato solo un  beneficio minimo o non esistente.  Un editorial dello stesso prestigioso giornale medico, comunque non ha completamente accordato la conclusione della meta-analisi “se i pazienti diccono di avere benefici usando chondroitin ( il suo uso non ha effetti collaterali secondo gli stessi autori) allora perchè discontinuare il suo uso! ”. 

Quindi : “nel dubbio se una cosa non fa male, allora prescriviamo anche se forse non farà bene”?!